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Il Giornale d’Italia

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‘Passaggio al bosco’ sfida la cultura delle masse.
È nata una nuova casa editrice ‘non conforme’.

Si chiama “Passaggio al bosco” il nuovo progetto editoriale che ha recentemente visto la luce a Firenze e che va ad animare ulteriormente il molto attivo panorama della cultura di destra. Un nome che fa riferimento all’opera del 1951 di Enrst Junger che – si legge sulla pagina internet del gruppo – “sussurra l’eco di una ribellione interiore e di una resistenza spirituale al dominio della tecnica, oltre l’automatismo delle masse”. E fornisce uno stimolo a “ricercare un nuovo ordine di significati in divergenza rispetto ai mantra di questo tempo”. Dunque “Passaggio al Bosco è esistere qui ed ora, ristabilendo l’essenziale protagonismo delle scelte, praticando la via dell’esempio, manifestando la secessione dal volgare, il disprezzo dell’effimero, la lotta metafisica contro i demoni del pensiero unico, contro le tentazioni del calcolo, contro l’apatia della neutralità, contro le accademie del buonsenso. Passaggio al Bosco è il coraggio di investire in quella cultura che tutti considerano defunta e improduttiva, ma che noi riteniamo essere il più autentico mezzo di autodeterminazione della persona”.

Una descrizione molto chiara di come questo giovane gruppo editoriale si propone di muoversi. Sul loro sito (www.passaggioalbosco.it) si legge ancora che gli ideatori del progetto hanno “scelto di non dipendere dai dogmi del mercato. Per noi il libro non è un prodotto commerciale, ma un patrimonio di idee e di visioni. Vogliamo coltivare un approccio autonomo e totale al sapere, con una vocazione integrale che oltrepassi la settorialità: concepiamo la cultura come un grande organismo vivente nel quale ogni parte contribuisce all’armonia e alla bellezza dell’insieme. Diventare nostri autori e nostri lettori significa contribuire a coltivare e diffondere il pensiero dissidente che non si è arreso ai canoni del politicamente corretto, alle logiche del profitto e ai diktat del pensiero unico”.

Di particolare interesse è poi anche il simbolo scelto per questa nuova avventura editoriale. Spiegano i responsabili di Passaggio al Bosco che “è composto da tre alberi: rappresenta la stabilità del bosco in contrapposizione al nomadismo del deserto, il senso del limite oltre l’insensibilità dell’illimitato, il solido ancoraggio offerto dalla terra a dispetto del perenne movimento della sabbia. È la metafora di una audace scommessa culturale: l’albero che purifica l’aria regalando ossigeno alle menti, che contrappone i colori della natura ai grigi orizzonti del cemento, che perfino da morto ci restituisce se stesso per costruire le nostre dimore, per armare i nostri bastioni, per accendere i nostri focolari, per sfamare le nostre bocche, per scrivere i nostri libri, per costruire i vascelli che salperanno verso nuovi mari in tempesta”.

Quattro – inizialmente – le collane proposte: Focolai. Patrie in rivolta (dedicata “ai popoli che cercano di determinare il proprio destino. Un viaggio tra geopolitica, tradizioni, conflitto e scelte di campo”); Sempreverdi. Rileggere i classici (“Testi e autori che beffano il tramonto, portatori sani di messaggi non conformi e di prospettive non allineate”); Bastian Contrari. Saggi dissidenti (“la via del pamphlet in tutte le sue forme, con una condicio sine qua non: lo spirito di scissione rispetto ai mantra di questo tempo. Prospettive inattuali e di rottura, necessarie a placare la sete di verità degli animi liberi e controcorrente”); Agoghè. Per darsi una forma (“Una collana ispirata all’antico allevamento dei guerrieri spartani, le future mura di una città che voleva costruire uomini forti ancor prima che fortezze. Testi che forgiano, che educano, che indirizzano: scolpire l’animo come la pietra, togliendo l’inessenziale e ritrovando una forma. Il sentiero verticale per l’integrità, laddove la persona è spinta a compiere la rivoluzione più difficile di tutte: quella che avviene dentro di sé”).

Quattro anche le prime uscite, disponibili da pochi giorni ed acquistabili anche on line, sono di notevole interesse: “Donbass. Una guerra nel cuore d’Europa” (Autori Vari con postfazione di Aleksandr Dugin, propone un’analisi divisa in tre parti sulla situazione del conflitto, arricchita di foto e testimonianze su campo); “Ernst Junger: il combattente, l’operaio, l’anarca” di Julius Ecola (a cura di RigenerAzione Evola con prefazione di Maurizio Rossi: si tratta di una raccolta di articoli nei quali il Barone analizza nella sua completezza il pensiero jungeriano); “Ezra Pound economista. Contro l’usura” (ristampa del volume da tempo esaurito di Giano Accame edito da Settimo Sigillo nel 1995, con prefazione di Adriano Scianca, riproposto per la sua estrema attualità e per il valore della ricerca portata a termine dall’autore). Ed infine “Essere Comunità. Orientamenti per il militante identitario”, firmato da Marco Scatarzi (un testo di formazione ideologica e pratica destinato ai giovani di destra e non solo).

Cristina Di Giorgi

QUI l’articolo originale.

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Guido