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Libri. “Ho vissuto la resistenza palestinese”: l’epopea nazionalrivoluzionaria di Coudroy

Nuova pubblicazione inedita per “Passaggio al Bosco” Edizioni. Stiamo parlando, infatti, delle memorie di Roger Coudroy (nome di battaglia Salah), primo europeo morto sul campo per della Palestina.

Dopo cinquant’anni, infatti, questo testo porta alla luce le sue memorie, dove vi è uno spaccato di storia a cavallo della “Guerra dei Sei Giorni” e le prime azioni di resistenza armata dei Fedayin. Una storia, questa, taciuta da decenni e che merita di essere conosciuta.

Roger Coudroy nasce in Belgio, ma vive lungamente in Francia. Il suo lavoro, lo porta a trasferirsi in zone del Vicino Oriente come il Libano e il Kuwait. Ma, soprattutto, era un militante di Jeune Europe, il movimento nazional-comunitarista del belga Jean Thiriart. Movimento rivoluzionario e terzaposizionista, che proponeva una rottura con le logiche del Patto Atlantico e il Patto di Varsavia. Si proponeva, insomma, la costruzione di un’Europa indipendente dalle logiche di Mosca e Washington.

Jeune Europe, aveva militanti in diverse parti del continente europeo, come in Italia, Francia, Olanda, Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo.

La figura di Coudroy, è descritta magistralmente nella nota introduttiva di Claudio Mutti, che a sua volta, cita diversi articoli dove appare il suo nome su “La Nation Europeèn”, periodico del movimento. Ce n’è uno, in particolare, di Gilles Munier, sul n.29 (novembre 1968), intitolato Les silence de la presse, del quale lo stesso Mutti ne traduce la seconda parte. Ne riportiamo un estratto:

“…Il mio nome è Roger Coudroy, sono francese…Sono qui per saperne di più sulla lotta combattuta dal popolo palestinese…mi trovo in questo campo d’addestramento da due mesi…Ho già partecipato ad alcuni combattimenti contro i sionisti…Ho assistito alla battaglia di El Karama…I fedayin sono l’avanguardia del popolo palestinese…Io non sono un esperto militare, ma posso affermare che la lotta armata è l’unica via che conduce alla liberazione della Palestina…” Ora continua Munier: Fu al Cairo che alcuni dirigenti del Movimento Nazionale di Liberazione El Fatah mi fecero ascoltare l’ultima intervista di Roger Coudroy. Da tempi il nastro magnetico era stato messo a disposizione dei corrispondenti della stampa accreditati presso il governo della RAU. Ovviamente la stampa cosiddetta europea non ne fece parola. Feci molta fatica a capire i miei interlocutori, i quali si stupivano e si indignavano, che si trattava di una conseguenza della tattica usata in Europa da una minoranza schierata col sionismo, una minoranza terribilmente attiva, per imporre il suo modo di pensare (…)”

In questo stesso articolo, si paragona la morte di Coudroy a quella di Che Guevara.

Sempre Munier, quando rientra al Algeri, fonda la Association europeènne Roger Coudroy, che pubblicò, come scrive Mutti, un bollettino sulle attività di Coudroy. Anche Marc Auger, alias Saint-Loup, riserverà i suoi omaggi per questo combattente, citandolo anche nel suo romando Le sang d’Israel.

Una storia che merita di essere letta e conosciuta. E diamo il merito a questa nuova casa editrice che ci ha permesso di conoscere una delle figure più interessanti del dopoguerra, in modo da riportare alla luce le memorie di un popolo che non ha mai smesso di lottare per la sua libertà.

 

QUI l’articolo originale.

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Guido