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POLITICAMENTE SCORRETTI

TRE BESTSELLER CONTRO LA “CANCEL CULTURE” E IL “POLITICAMENTE CORRETTO"

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descrizione del libro.

Emanuele Fusi
WHITE GUILT
Il razzismo contro i bianchi al tempo della società multietnica

In queste pagine è richiamato, senza filtri, il più controverso tabù dell’Occidente multietnico: il razzismo contro gli europei e i loro discendenti. Che sia auto-inflitta dalle élite culturali della sinistra progressista o perpetrata nei bassifondi delle periferie più desolate, questa forma di discriminazione colpisce quotidianamente milioni di individui, ai quali viene contestato un peccato originale: essere bianchi.
Dalle metropoli americane alle banlieue parigine, dalle fattorie del Sud Africa ai fiordi della Scandinavia, dalle aule parlamentari ai salotti televisivi, dalle cattedre universitarie alla stampa patinata: la cronaca degli eventi, rigorosamente censurata dai media mainstream, assume i tratti di un’ecatombe silenziosa.
Emanuele Fusi compie un viaggio nei meandri di questa isteria progressista che – dietro la maschera dei “diritti civili” – cela una pericolosa tentazione auto-razzista, pronta a ridisegnare i parametri della democrazia e ad operare evidenti cortocircuiti culturali: buona parte degli attacchi in questione, infatti, proviene da un’intellighenzia occidentale che appartiene – etnicamente parlando – al medesimo ceppo delle sue vittime.
L’autore passa in rassegna gli interventi di moltissimi esponenti impegnati in questa feroce opera di etno-masochismo: accademici e opinionisti di sicura fama, giornalisti ed esponenti politici di primo piano, magnati della finanza internazionale e stelle dello spettacolo. Quella in atto – a giudicare dai curriculum dei protagonisti – è una forma di razzismo autorizzata e “politicamente corretta”, che nessuno denuncia e condanna.
Il “pensiero unico” – in linea con l’omologazione planetaria tesa a sradicare ogni forma di identità – sembra porci dinanzi ad una scelta drammatica: il meticciato universale o la meritata estinzione.

Georges Guiscard
IL PRIVILEGIO BIANCO
Chi vuole far la pelle agli Europei?

Privilegio bianco, razzismo sistemico, appropriazione culturale, pregiudizio etnico, microaggressioni. Queste sono solo alcune delle parole d’ordine che travolgono – ormai da anni – gli Stati Uniti e l’Europa.

Cosa si cela dietro a questa strategia mediatica e “politicamente corretta”? Un progetto per cancellare i nostri popoli e le nostre culture, incentivando una “caccia al bianco” che viene apertamente rivendicata in nome della tolleranza e del progresso.
Un meccanismo perverso, funzionale al delirio della “società aperta”, che trova sponda nel cosiddetto “pensiero decoloniale”.

Questo libro, unico nel suo genere e assolutamente controcorrente, smaschera le molteplici falsità di un modello culturale che – in nome di una ipocrita “lotta alle discriminazioni” – sta moltiplicando i conflitti etnici e le tensioni razziali. Vi è di più: questo contributo – fuori dagli schemi del pensiero unico dominante – analizza l’ideologia che anima la narrazione delle élite occidentali: la religione laica del “wokismo”, con i suoi profeti, i suoi dogmi, le sue scomuniche e i suoi martiri. Perché, dinanzi all’offensiva della colpevolizzazione, spetta agli europei rifiutare di essere bersagli e riaffermare – con orgoglio, con lucidità e con fermezza – la propria eredità millenaria e il proprio retaggio di Civiltà.


Gianluca Pietrosante
OBSTINATE CONTRA
Vademecum contro la dittatura del “politicamente corretto”

La dittatura del “politicamente corretto” – diretta dalle élite progressiste – rappresenta una pratica di dominio senza precedenti: conia nuove parole, monopolizza il dibattito pubblico, lancia scomuniche e riscrive la storia. Divenuta il soft-power della globalizzazione, questa teologia laica impone i dogmi del multiculturalismo, del femminismo e della rivoluzione sessuale, decostruendo le identità e dando forma ad una “società aperta” fondata sulla neutralità asettica dei generi, sull’intercambiabilità sradicante delle culture e sulla mobilità apolide degli individui e delle merci. La chimera di un’uguaglianza universale che ha sostituito la “lotta del proletariato” con i fantomatici “diritti delle minoranze”, erigendo il relativismo etico a parametro di un mondo liquido senza più riferimenti, appartenenze e confini.

Questo pamphlet – agile e dissidente – passa in rassegna l’evoluzione di questo fenomeno, capace di coniugare il meccanismo capitalista al libertarismo anarcoide, innalzando una strumentale retorica dell’emotività e un falso moralismo laico: dalla sovversione sessantottina alla nascita del radicalismo chic, passando per la “cancel culture” e i nuovi “speech codes”. Quella del “politicamente corretto” è un’azione totale, che travolge il linguaggio comune e le opere letterarie, la cultura accademica e l’espressione artistica, l’educazione infantile e la produzione cinematografica, i social network e la pubblicità. 

Un’indagine attuale e coraggiosa, che denuncia le derive ideologiche di un’egemonia soffocante e propone un’alternativa vitale al processo di omologazione imperante: dirigersi Obstinate Contra, con spirito indomito e ribelle.

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