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Letto da un militante

Letto da un militante

Recensione de Il morso che spezza
scritta da AzioneTradizionale.com

Il libro dei mutamenti – conosciuto anche come l’I Ching – è un testo sacro e fondante dell’antica civiltà cinese i cui princìpi, secondo il mito, deriverebbero dalla scoperta di linee sul carapace di una tartaruga che, una volta unite dall’eroico imperatore Fu Hsi, formerebbero gli otto segni principali, i trigrammi. Questi, combinati tra loro, costituiscono i sessantaquattro esagrammi dell’oracolo. Ogni simbolo, composto da due degli otto trigrammi, rappresenta le principali forze naturali del mutamento; non a caso, secondo gli antichi cinesi, il mondo terreno è un perenne susseguirsi di forze yin (passività, luminosità riflessa, sostanza femminile) e di forza yang (attività, luminosità propria, essenza maschile). Le due, presenti sempre in ugual misura, sono metafore dello scorrere eterno e ciclico del Tutto e derivano la loro attività dall’Uno primigenio – il Tao – legge suprema che governa il mutamento fenomenico.

Il testo, pubblicato dalla Casa Editrice Passaggio al Bosco, vuole essere un vero e proprio manuale di sopravvivenza per Uomini della Tradizione, approfondito tramite una prospettiva inedita sulle orme degli insegnamenti di Julius Evola e René Guénon. Se per “Tradizione” intendiamo un archetipo di origine divina declinatosi nel tempo in maniera differente a seconda degli uomini, dei luoghi e dei periodi nei quali si trovava ad esistere, il grande Libro dei Mutamenti è certamente espressione di quella plurimillenaria saggezza metafisica radicata nell’anima profonda dei popoli. Ognuno degli esagrammi proposti (solidarietà, gerarchia, contemplazione, ordine, sacrificio, radici, etc.), identifica concetti fondamentali delle antiche civiltà tradizionali ormai totalmente surclassati dalla meccanicizzazione e dall’atomizzazione dell’età della tecnica e del progresso, proponendosi quale baluardo di introspezione, equilibrio e armonia fin quando, come suggerisce una frase conclusiva del testo, “cessato il vento e rinnovata la Natura, fiorirà l’alba di una nuova primavera per l’umanità dolente di questo scorcio di XXI secolo.”

Il titolo – scelto con cura dall’autore Alessandro Zanconato, professore di Filosofia e Storia presso un liceo torinese – deriva dall’esagramma 21, lo Scè-Ho, ovvero “il morso che spezza”, la “decisione”, ed è quello che sintetizza al meglio l’intero significato di questo piccolo manuale di dissidenza. In un mondo liquido, globalizzato, dove imperano materialismo, conformismo consumista, egoismo e abbruttimento spirituale, occorre essere fermi, ritrovare il proprio centro, contrapporre l’ordine al caos di una civiltà che forgia non Uomini ma individui spersonalizzati, perennemente alla ricerca del nuovo, del popolare, dell’inutile. In questo esistenzialismo post-sartriano, che annichilisce e desertifica le coscienze, occorre mantenere saldi i valori della Tradizione, i cui princìpi – eterni e atemporali – fanno dell’I Ching una fonte di refrigerio per tutti coloro che non vogliono arrendersi alla decadenza occidentale, l’età del ferro o Kali Yuga, e con buoni e saldi denti voraci, spezzare con un morso le catene del mondo moderno.

 

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Guido