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SE AVESSERO VINTO I PARTIGIANI

28,00

ISBN: 979-12-5462-222-3
Pagine: 363 Anno: 2026

Collana:

Descrizione del libro

Nonostante oggi si dispone di ampie e dettagliate inchieste, di saggi storici inoppugnabili, la classe dirigente della nostra Nazione si esibisce quotidianamente in una manipolazione della storia certa dell’impunità, non temendo nemmeno di cadere nel ridicolo. Quante volte abbiamo sentito dire che dovremmo ringraziare i partigiani se in Italia c’è la “libertà” e la democrazia? Fermo restando che gli Italiani non sono mai stati in schiavitù, l’assetto politico dell’Italia del dopoguerra venne deciso a Jalta nel Febbraio 1945, non certo dai partigiani, quando il nostro Paese venne inserito nella sfera di influenza statunitense e, per questo, fu giocoforza dotarsi di un sistema confacente a quella sfera neocoloniale. Comitati di Liberazione Nazionale, partiti politici, partigiani, furono semplici spettatori di un gioco molto più grande di loro. E se in Italia vi è “libertà” non lo si deve certamente ai ribelli alla macchia, visto che la maggior parte di loro era comunista ed aveva scatenato la guerra civile non per cacciare il “Tedesco invasore” – che era stato fatto venire in Italia per aiutarci a combattere contro gli Alleati! –, ma per lanciarsi nella conquista del potere ed edificare un nuovo Stato sul modello sovietico-stalinista, con l’appoggio dell’Esercito Popolare di Liberazione di Tito cui si subordinarono, arrivando a commettere crimini senza precedenti e tradendo l’Italia. Questo volume vuole dare una risposta concreta a tutti coloro che affermano che «hanno vinto i partigiani», ai quali dovremmo gratitudine eterna. Una costruzione ideologica nata negli anni ’60, in quanto prima solo la minoranza social-comunista la pensava così. Solo dopo la nascita del centro-sinistra questa visione della storia è stata imposta agli Italiani come dogma. Vogliamo, presentando inchieste e brevi saggi, descrivere cosa sarebbe accaduto se in Italia, in quel 1945, invece degli Alleati avessero davvero vinto i partigiani, quelli veri, quelli che erano andati in montagna non per aspettare la fine della guerra, non per un senso di fedeltà a Casa Savoia, non per pur nobili utopie o generico patriottismo, non per sottrarsi ai propri obblighi di cittadino della RSI, ma per combattere veramente, per iniziare quel processo di radicale trasformazione della società, per edificare il socialismo e realizzare con esso una era di progresso e giustizia sociale. Ecco, cosa sarebbe accaduto se, come avvenne in Iugoslavia o in Albania, fossero stati i ribelli comunisti a conquistare il potere?

L'autore

Pietro Cappellari è nato a Latina nel 1975, risiede a Nettuno (Roma). Cittadino onorario del Libero Comune di Capodistria in Esilio, Ufficiale riservista dell’Esercito Italiano, Dottore in Scienze Politiche, Master dell’Istituto “Enrico Mattei” di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente, Dottore Magistrale in Storia e Società. Collabora con la Fondazione della RSI – Istituto Storico ed è Direttore de “L’Ultima Crociata” e della Biblioteca di Storia Contemporanea “Goffredo Coppola” di Paderno (Forlì). È autore di numerosi saggi storici tra cui Da Vittorio Veneto alla marcia su Roma – Il centenario della Rivoluzione fascista, edito da Passaggio al Bosco Edizioni, 2020.

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