Descrizione del libro
Nuova traduzione e saggio biografico
Il professor Theodore John Kaczynski, passato alla storia come Unabomber, è stato l’uomo più ricercato d’America: per quasi 18 anni – dopo aver abbandonato la vita accademica per trasferirsi in una baracca di legno nella natura selvaggia del Montana – ha spedito pacchi bomba e tenuto in scacco la più potente organizzazione di polizia del pianeta. I bersagli dei suoi 16 attentati esplosivi – 3 vittime e 23 feriti – hanno sempre a che fare con la tecnologia, con i suoi utilizzi e con tutto ciò che – ai suoi occhi – impone la dinamica meccanica del progresso e la trasformazione della persona in mero ingranaggio di una “mega-macchina” scollegata dalla natura e dai suoi equilibri.
“La società industriale e il suo futuro” – qui proposto in una nuova traduzione, arricchita da un saggio introduttivo e biografico – venne pubblicato nel 1995, sotto minaccia diretta di Unabomber, dai principali quotidiani americani: il testo, composto di 35mila parole e 232 paragrafi, è stato tradotto in decine di lingue ed ha prodotto un serrato dibattito internazionale. Decisamente controcorrente, questo libro introduce una riflessione radicale sul ruolo della tecnica, sull’orientamento della società moderna e sull’essenza stessa del progresso: un j’accuse totale, che non accetta compromessi e che sembra fornire una lunga serie di interrogativi ai quali avremmo già dovuto rispondere.
L'autore
Theodore John Kaczynski, detto Ted e noto con il soprannome di Unabomber (Chicago, 22 maggio 1942 – Butner, 10 giugno 2023), è stato un terrorista, accademico e matematicostatunitense, condannato all’ergastolo per aver inviato pacchi postali esplosivi a numerose persone in un periodo di quasi diciott’anni, provocando 3 morti e 23 feriti. Considerato un genio della matematica, abbandonò la sua carriera accademica per andare a vivere in una capanna nel bosco e seguire uno stile di vita primitivo, da lui esaltato in alcuni scritti, il principale dei quali è La società industriale e il suo futuro. Giustificò le sue azioni come tentativi di combattere contro quelli da lui considerati i pericoli del progresso tecnologico. Prima di identificarlo, l’FBI utilizzava il nome in codice UNABOM (da UNiversity and Airline BOMber); i mass media cominciarono a diffondere varianti del nome, tra cui Unabomber.
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